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Glossario · Conformità

Atto dell'IA dell'UE (trasparenza dei chatbot)

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3 min di lettura

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Definizione rapida

L'Atto dell'IA dell'UE (Regolamento (UE) 2024/1689) è la legge dell'Unione Europea sull'intelligenza artificiale. Per i chatbot, la sua regola chiave è che le persone devono essere informate che stanno interagendo con un sistema di IA.

In questa pagina

  1. 01Una legge basata sul rischio
  2. 02Cosa richiede l'Articolo 50 ai chatbot
  3. 03Fornitore o deployer: chi fa cosa
  4. 04Utilizzare AI SmartTalk in questo contesto
  5. 05Domande frequenti
  6. 06Fonti
  7. 07Termini correlati

Una legge basata sul rischio

L'Atto dell'IA classifica i sistemi di IA in base al rischio. Alcune pratiche sono vietate in modo assoluto, come le tecniche manipolative che causano danni significativi. I sistemi ad alto rischio — in settori come il reclutamento, la valutazione del credito o le infrastrutture critiche — devono rispettare requisiti rigorosi. I modelli di IA di uso generale hanno i propri obblighi. Molti altri sistemi, inclusi i chatbot per il servizio clienti, affrontano principalmente obblighi di trasparenza.

L'Atto è entrato in vigore il 1 agosto 2024 e si applica in fasi. I divieti sono stati applicati dal 2 febbraio 2025, le regole per i modelli di IA di uso generale dal 2 agosto 2025, e la maggior parte del resto, inclusi gli obblighi di trasparenza dell'Articolo 50, dal 2 agosto 2026. Le modifiche del Digital Omnibus hanno posticipato alcune scadenze ad alto rischio a dicembre 2027 e agosto 2028, ma hanno lasciato invariato il dovere dell'Articolo 50 per i chatbot.

Cosa richiede l'Articolo 50 ai chatbot

L'Articolo 50(1) richiede ai fornitori di progettare sistemi di IA che interagiscano direttamente con le persone in modo che queste siano informate di stare interagendo con un sistema di IA, a meno che ciò non sia ovvio per una persona ragionevolmente ben informata, osservante e circospetta, dato il contesto. Le linee guida della Commissione Europea affermano che questa eccezione dovrebbe essere letta in modo restrittivo. Ai sensi dell'Articolo 50(5), le informazioni devono essere fornite in modo chiaro e distinguibile, al più tardi al momento della prima interazione, e soddisfare i requisiti di accessibilità.

L'Articolo 50 copre anche i contenuti generati dall'IA: audio, immagini, video e testo sintetici devono essere contrassegnati come generati artificialmente in determinati casi, e i deepfake devono essere divulgati. Le multe per la violazione di questi obblighi possono arrivare fino a 15 milioni di euro o al 3% del fatturato annuale mondiale, con proporzionalità per le PMI.

Fornitore o deployer: chi fa cosa

Il fornitore è chi sviluppa un sistema di IA, o lo fa sviluppare, e lo immette sul mercato a proprio nome. Il deployer è l'organizzazione che lo utilizza in un contesto professionale — ad esempio un negozio che installa un assistente IA sul proprio sito web. Per i chatbot, il dovere dell'Articolo 50(1) spetta al fornitore, ma in pratica la divulgazione appare nella finestra di chat del deployer, quindi entrambi hanno interesse a farlo correttamente.

Un approccio semplice ed efficace: nominare l'assistente come un'IA, dichiararlo nel primo messaggio o accanto alla finestra di chat, e evitare di presentarlo come un dipendente umano. Questa pagina è informativa generale, non un consiglio legale.

Utilizzare AI SmartTalk in questo contesto

Con AI SmartTalk, l'azienda sceglie il nome del proprio assistente e scrive le sue istruzioni, in modo da poter far presentare l'assistente come un'IA e verificare che questo sia visibile dal primo scambio su ciascun canale. Il passaggio a un umano consente ai clienti di contattare una persona, e i modelli ospitati nell'UE sono utilizzati per impostazione predefinita. Le aziende con domande specifiche sui propri obblighi dovrebbero cercare consulenza legale.

Domande frequenti

Quando si applicano le regole sui chatbot dell'Atto dell'IA?

Gli obblighi di trasparenza dell'Articolo 50, inclusa l'informazione alle persone che stanno interagendo con un'IA, si applicano dal 2 agosto 2026. Il Digital Omnibus non li ha posticipati.

Un chatbot per il servizio clienti è un sistema di IA ad alto rischio?

Generalmente no. Un assistente per il supporto o lo shopping rientra solitamente negli obblighi di trasparenza piuttosto che nel regime ad alto rischio, a meno che non venga utilizzato per scopi elencati come ad alto rischio, come la valutazione dell'affidabilità creditizia.

L'AI Act si applica alle aziende al di fuori dell'UE?

Sì, quando immettono sistemi di intelligenza artificiale nel mercato dell'UE o quando l'output dei loro sistemi viene utilizzato nell'UE.

Quali sono le sanzioni per non aver dichiarato un chatbot?

Le violazioni degli obblighi dell'Articolo 50 possono comportare multe fino a 15 milioni di euro o il 3% del fatturato annuale mondiale totale, a seconda di quale sia maggiore, con limiti inferiori per le PMI.

Fonti

  1. [1]Regulation (EU) 2024/1689 (AI Act), EUR-Lex
  2. [2]European Commission, Transparency obligations under Article 50 of the AI Act (FAQ)
  3. [3]European Commission, AI Act: regulatory framework and timeline
  • GDPR e chatbot IA
  • Guardrail AI
  • Chatbot
  • Agente AI
  • Passaggio a un umano

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